Cristo e sua Madre hanno scelto per sé stessi una vita di castità, obbedienza e povertà perfetta. San Francesco ha scelto la stessa vita per sé e per i suoi frati.
Seguendo le orme di Cristo e di san Francesco d’Assisi, quattro (4) frati hanno emesso la loro professione solenne nella Provincia di sant’Antonio da Padova, nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, martedì 8 settembre 2026, in occasione della festa della Natività della Vergine Maria. Si tratta di una prima assoluta dall’erezione canonica della Provincia, avvenuta il 30 luglio 2025.
A Bukavu, frate Joseph-Bienvenu BAHATI, Definitore provinciale e delegato del Ministro provinciale, ha ricevuto i voti dei frati Eugène KASEREKA VIRIMBA e Pascal BIRINDWA MIRINDI nella chiesa di Notre Dame du Congo /Nyantene. Il Ministro Provinciale, frate Jean-Baptiste TABARO, non ha potuto essere presente a causa delle circostanze legate alla guerra nella regione orientale della Repubblica Democratica del Congo.
A Lubumbashi, il fratello Georges MISANGE, Ministro Provinciale della Provincia di San Benedetto l’Africano e delegato del Ministro Provinciale della Provincia di Sant’Antonio da Padova, ha ricevuto i voti dei frati Éric KAMBALE NYENZE ed Emile MUGISHO BIGABWA nella parrocchia della Regina degli Apostoli a Kigoma. Da notare che a Lubumbashi, nella stessa occasione, anche cinque novizi della Provincia di Sant’Antonio da Padova hanno pronunciato i loro primi voti.
Con la professione solenne, il frate dice un «sì» definitivo a Dio, a san Francesco e alla fraternità. Pronuncia così i tre voti evangelici e la fedeltà alla Regola francescana.
- Poverità: non possedere nulla di proprio per vivere di ciò che Dio dona, nella semplicità
- Castità: amare Dio e le persone con cuore libero, senza matrimonio
- Obbedienza: ascoltare Dio, la Chiesa e il Ministro Provinciale per servire là dove si viene inviati
E soprattutto: «vivere il Vangelo secondo la Regola di san Francesco». Il che significa: fraternità, minorità, pace, gioia, rispetto del creato, servizio ai poveri.
In una terra ferita come l’Est della Repubblica Democratica del Congo, la professione solenne di un frate francescano ha un impatto molto forte. Non riguarda solo il frate. Tocca tutte le popolazioni della regione. In un contesto di guerra, sfollamenti, stupri, saccheggi… molti se ne vanno. Quando un giovane frate pronuncia i voti definitivi, qui nell’Est, dice: «Non fuggo. Scelgo di piantare la mia tenda qui con voi, nella povertà». È una contro-testimonianza alla logica della violenza e del denaro.
Dopo la professione solenne, il fratello viene inviato. E nell’est della Repubblica Democratica del Congo, i frati francescani sono spesso dove nessuno vuole andare:
- Accanto agli sfollati: assistenza umanitaria, ascolto, istruzione
- Accanto ai bambini orfani: centri di recupero, orfanotrofi
- Accanto alle vittime: commissioni giustizia e pace, accompagnamento
Conclusione: una testimonianza di non violenza
San Francesco ha disarmato con la pace. In una terra di milizie come l’est della Repubblica Democratica del Congo, un frate che fa voto di obbedienza e di pace per tutta la vita ricorda che si può resistere in altro modo, senza ricorrere all’odio e alla violenza. La Professione solenne nell’est della Repubblica Democratica del Congo è:
- Un'ancora: Dio rimane qui con voi e per voi
- Una ferita medicata: dalla fratellanza e dal servizio
- Un seme: per una Chiesa povera, con i poveri.
Come dice spesso un fratello: «Qui, professare significa accettare di essere inchiodati con Cristo su questa croce del Kivu, sperando nella risurrezione».
Diventare frate