Come discernere
Il tempo delle domande
Ogni vocazione inizia con domande esistenziali e personali: «Cosa faccio? Come devo vivere? Chi sono? A quale vita mi chiama Dio? Dove sta la mia felicità? ecc.». Queste domande hanno bisogno di risposte. Anche San Francesco si è posto la domanda: «Signore, cosa vuoi che io faccia?». Queste domande riguardano la vita e meritano di essere meditate.

Allora, bisogna discernere.
Discernere! Che parola strana! Proviamo a darne una definizione:
Il discernimento è un processo che richiede riflessione, preghiera e apertura verso se stessi e gli altri. Alcune tappe del discernimento:
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Ascoltare il nostro cuore: Prendersi il tempo per riflettere sulle nostre passioni, i nostri valori e i nostri sogni. Cosa mi motiva? Cosa mi rende felice?
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Esplorare i nostri talenti e le nostre competenze: identificare i nostri punti di forza e le nostre debolezze. Cosa mi riesce bene? Cosa mi piace fare?
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Chiedere consiglio: parlare con persone che ci conoscono bene, come amici, familiari o consulenti.
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Pregare e meditare: prendersi il tempo per pregare e meditare. Chiedere a Dio di guidarci e di darci chiarezza.
Si tratta quindi di riflettere con la nostra intelligenza, il nostro cuore e... il Signore per scegliere la strada da seguire. Come fare?
I primi passi.
Dopo le domande, è bene trovare delle risposte. Dove? Con chi? Come? La Bibbia può aiutarci. Il profeta Isaia dice: «Ascoltate e vivrete» (Isaia 55, 3). L’ascolto è legato alla vita. Una vocazione non può avere una risposta affrettata, emotiva e rapida. Richiede tempo. Certo, prendersi del tempo, per alcuni significa perderlo, perché oggi bisogna reagire in fretta! Eppure la risposta al senso della nostra vita ha bisogno di tempo, di riflessione, di preghiera e di accompagnamento. Bisogna ascoltare quella voce potente di Gesù quando ci dice: «Seguimi!».
La Chiesa consiglia vivamente, durante questo tempo di discernimento, di farsi accompagnare da un padre spirituale. La missione di questo padre spirituale non è quella di dirigere o decidere al posto del giovane, ma, sulla base della sua esperienza, di illuminare e orientare la persona verso il suo bene.
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